Il convegno “Diritto di difesa e debiti fiscali del difensore: equilibrio possibile?” svoltosi presso la Sala degli Specchi del Palazzo di Città di Giarre, promosso dall’Associazione Giarrese Avvocati in coorganizzazione con l’Associazione Forense Acese e l’Associazione Forense Mascalucese, si è concluso offrendo un’approfondita riflessione sulle rilevanti criticità introdotte dalla recente modifica dell’art. 48-bis del D.P.R. 602/1973 ad opera della Legge di Bilancio 2026, con particolare riguardo alle ricadute sul patrocinio a spese dello Stato e sull’effettività del diritto di difesa.
Dopo i saluti istituzionali dell’avvocato Leo Patanè in rappresentanza del Sindaco della Città di Giarre, del Presidente dell’Associazione Forense Acese avv. Mario Tornatore, dell’avv. Nicola Condorelli Caf in rappresentanza dell’Associazione Forense Mascalucese e del Presidente dell’Associazione Giarrese Avvocati avv. Giuseppe Musumeci, i lavori, moderati dall’avv. Francesco Trombetta, consigliere AGA, hanno preso avvio con l’intervento dell’avv. Patrizia Pirrone.
Il Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Catania Pirrone ha affrontato il tema sotto il profilo tributario, illustrando il meccanismo di funzionamento della norma ed ha analizzato il nuovo sistema dei controlli preventivi sui pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti, evidenziando le principali criticità derivanti dall’eliminazione della soglia minima di rilevanza del debito fiscale.
L’avv. Monica Foti, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Catania, ha posto in luce il rischio di un’incidenza sproporzionata della misura sull’attività professionale dell’avvocato, specie nei casi di patrocinio a spese dello Stato, nei quali il compenso assume una funzione strettamente connessa all’effettività della tutela giurisdizionale.
A chiudere i lavori è stato l’intervento dell’avv. Giuseppe Fiumanò, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Catania, che ha approfondito le ricadute operative della riforma nell’organizzazione dell’attività professionale e nel rapporto tra avvocatura e Pubblica Amministrazione. L’analisi si è soffermata anche sulle recenti posizioni espresse dal Consiglio Nazionale Forense, che ha manifestato forti perplessità in ordine alla compatibilità costituzionale della disciplina e al rischio che il blocco dei compensi possa incidere concretamente sull’accesso alla giustizia delle fasce sociali più fragili.
Nel loro insieme, gli interventi hanno restituito il quadro di una riforma destinata a incidere in maniera significativa sull’equilibrio tra esigenze di riscossione erariale e funzione costituzionale della difesa, evidenziando la necessità di un confronto sempre più approfondito tra avvocatura, istituzioni e interpreti del diritto. Il convegno ha così rappresentato non solo un’importante occasione di aggiornamento professionale, ma anche un momento di riflessione sul ruolo dell’avvocato quale presidio essenziale di tutela dei diritti fondamentali nello Stato costituzionale di diritto. Vivo il dibattito che è seguito alle questioni affrontate dai relatori cui hanno partecipato gli Avvocati presenti apportando il loro punto di vista.
